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Articoli con tag ‘shopper di plastica’

Bi-Done riusa Biolù

Vuoi sapere che fine fanno i contenitori e i tappi che Biolù non può più riutilizzare?? Iniziano una nuova vita artistica grazie a Bi-Done 🙂

http://www.bi-done.com/index.html

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Biolù e Tethys

Il progetto è diventato realtà: Biolù sostiene Tethys (www.tethys.org). Tethys è un’organizzazione no-profit per la conservazione dell’ambiente marino costituita da giovani ricercatori che operano nelle acque del mar Tirreno e studiano da vicino balene e delfini del nostro mare. Le barche di Tethys sono rifornite gratuitamente con i detergenti biologici e completamente biodegradabili di Biolù. L’istituto di ricerca Tethys ha la base operativa nel porto di San Remo, in provincia di Imperia.

FA’ LA COSA GIUSTA!

30 MARZO – 1 APRILE FIERAMILANOCITY

Ti aspettiamo allo stand PA02 (nell’area AIAB nazionale)!

Shoppers di plastica che vanno, shoppers di plastica che ritornano!! Cose da pazzi !!

Con il nuovo anno è entrata in vigore la direttiva CE che ha decretato la fine della produzione delle borse in plastica. Dal 2011 infatti dovrebbero essere usate le borse biodegradabili, dico dovrebbero perchè intanto le vecchie borse di plastica possono ancora essere distribuite ed usate fino all’esaurimento delle scorte presenti al 31 dicembre 2010 negli esercizi commerciali a condizione che vengano date gratuitamente alla clientela.

Il condizionale è anche d’obbligo perchè sembra che il consorzio di riciclo plastica “CARPI” continui ad opporsi all’entrata in vigore del comma 1130 L. 296/06 opposizione che non è finalizzata al mantenimento della produzione di borse monouso in plastica, bensì alla progressiva introduzione di borse riutilizzabili in materiale riciclato e a loro volta riciclabili.
In base alla direttiva europea, infatti sembra che un imballaggio possa stare sul mercato se soddisfa almeno uno di quattro requisiti: essere riutilizzabile, recuperabile per via energetica, riciclabile, biodegradabile. A differenza del sacchetto di bioplastica che deriva da materie vegetali e che è solo biodegradabile, il sacchetto in polietilene non biodegradabili ha tutte le altre caratteristiche, e può essere usato più volte. Così il vecchio sacchetto di plastica soddisferebbe ben tre requisiti dei quattro richiesti, e siccome sarebbe sufficiente un requisito solo il consorzio non si spiega perchè l’uso dei sacchetti di plastica debba essere vietato.
Nel frattempo il garante della concorrenza e del mercato è intervenuto in quanto sembra che siano comparsi falsi sacchetti biodegradabili, ovvero borse di normale plastica ma “arricchita” con un additivo chiamato ECM che ne faciliterebbe la disgregazione senza eliminarne gli inquinanti. Il garante ha stabilito che questi sacchetti non possono essere nè pubblicizzati nè commercializzati come biodegradabili e compostabili perchè non lo sono.
Anche i sacchetti biodegradabili al mais non sarebbero interamente realizzati in “mater bi” la sostanza ricavata dal mais, ma conterrebbero anche una buona percentuale di poliestere per renderli maggiormente resistenti ma non coerenti con la normativa europea che indica come compostabili se presentano una permanenza di tre mesi a 50 gradi e un residuo finale non biodegradato non superiore al 10%.
Tuttavia le borse biodegradabili sono fragili, si rompono facilmente, ed hanno anche un cattivo odore. Quali sono allora le alternative? Possiamo usare le borse di carta, oppure in stoffa.

Tratto dal blog: http://aliallafantasia.blogspot.com/

W LE BORSE RIUTILIZZABILI !!!

RIUSARE E’ SEMPRE MEGLIO CHE RICICLARE !!!

RIFIUTATE ANCHE QUELLE DI MAIS !!!

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